Il livello di civiltà di una comunità può essere disvelato da indicatori molteplici. Quello piú semplice ed immediato, e che puó servire allo scopo utilizzando la mera osservazione degli atti della vita quotidiana, é il rispetto del codice della strada.
Meno infrazioni indicano un livello medio complessivo di civiltà buono, al contrario molte infrazioni indicano uno scarso livello di civiltà.
Ciò è immediatamente comprensibile laddove si pensi che il rispetto del codice della strada è il rispetto delle norme di convivenza civile e quindi degli altri.
Come é possibile sopportare ancora oggi automobilisti che passano con il rosso, o che sorpassano nelle corsie riservate agli autobus, ovvero ancora che parcheggiano, utilizzando pass di parenti ed amici a volte anche scaduti, negli stalli riservati ai disabili, oppure ancora che guidano con il cellulare in mano, o che parcheggiano in doppia fila?
Incredibile, con i controlli fisici ed automatici di oggi, che ancora ci sia chi circola con la moto senza casco.
Eppure ció é quello che si osserva quotidianamente, che succede minuto per minuto e che, inevitabilmente, condiziona il nostro umore.
Spesso la mattina usciamo tranquillissimi da casa ma non c’è volta che una manovra azzardata altrui, una prepotente sterzata per passare prima, non ci faccia cambiare umore condizionando il resto della giornata.
E non é nemmeno un problema di controlli e repressione perché il delinquente lo arresti il prepotente no.
Ma la nuova frontiera, inaspettata agli ingenui, addirittura impensabile tanto è concreta e realmente verificata, è quella della guida senza patente.
Veramente assurdo ma, se vogliamo, spiegabile.
L’esame per il conseguimento della patente di guida è divenuto, giustamente visto i riflessi che la guida ha sulla vita stessa delle persone, sempre più ostico e difficile da superare, complice l’automatizzazione dei test.
Non essendo tutti cime, chi non riesce a superare l’esame è tentato, in alcuni casi necessitato, dal guidare ugualmente senza patente.
Tanto non m’acchiappano!
Forse è anche per questo che in giro ci sono tanti free rider cui segnali e precedenze sembrano una cotoletta, le file ordinate ai semafori sono degli ostacoli, le corsie preferenziali corsie per il sorpasso.
Tali spatentati ab origine non mancano però di essere degli sportivi che hanno sempre a portata di mano, preferibilmente nel cofano, l’attrezzatura di uno sport ancora improbabile da noi e senz’altro poco diffuso: il baseball, cosa che li autorizza a portare con sé la mazza, non per andare a giocare, ma per brandirla quanto qualcuno si permette di dire loro “scusi ma chi le ha dato la patente”?
La civiltà degli incivili ci catapulta ancora in epoche lontane e ci rende difficile mantenere il passo della tecnologia che avanza con progressione geometrica mentre noi indietreggiamo con regressione aritmetica.
Potremmo, anzi dovremmo, essere molto più progrediti mentalmente, intellettualmente e moralmente invece non siamo tanto diversi da quelli che, qualche detrattore di chi esercita il libero pensiero, almeno fino ancora a quando gli sarà consentito, chiama sub-umani facendo vergognosamente finta di appartenere a chissà quale specie superiore.
Peccato davvero.
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