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Società

Aeroporto di Catania e… Comiso

La nostra Città, originariamente  Katane, secondo il racconto di Tucidide nella sua narrazione della guerra del Peloponneso, fu fondata nel 729 a.C., appena ventiquattro anni dopo Roma, dai greci calcidesi partiti dalla colonia di Naxos, che 5 anni prima avevano fondato la vicina Siracusa, estromettendo con le armi i Siculi e ampliando rapidamente la loro influenza politica ed economica nelle regioni dei fiumi Salso e Simeto.

Nel 730 a.C. Catania non c’era, l’Etna sì!

Era li da non si sa da quante migliaia di anni.

Ma sbalorditevi, dopo tutti questi millenni, qualcuno ancora non si è accorto dell’ingombrante compagnia, tanto che, quando l’Etna fa il suo lavoro, cioè fa il vulcano, qualcuno casca dal letto e si mette a correre per vedere e chiedersi perché stia emettendo cenere, come se fosse un evento mai accaduto prima.

Ed allora, le compagnie aeree da una parte, e la stessa S.A.C. dall’altra, chiudono per “ragioni di sicurezza” spazio aereo ed aeroporto.

Fino a qui, usando un ossimoro, la prevista sorpresa viene fronteggiata in nome della sicurezza assieme ad una serie di improperi rivolti al vulcano che, ripetiamo, fa solo il suo lavoro.

Alla chiusura dell’aeroporto, assieme ai disagi per i viaggiatori in partenza che restano spesso a terra aspettando momenti migliori, si accompagnano quelli dei viaggiatori in arrivo, i cui aerei vengono fatti atterrare, come accaduto qualche giorno fa, a Palermo Punta Raisi o Trapani Birgi.

Un aereo impiega un quarto d’ora a raggiungerli ma gli sfortunati passeggeri con i pullman impiegheranno, nella migliore delle ipotesi, tre ore da Palermo e più di quattro ore da Trapani per arrivare a Catania.

Un vero calvario.

Sennonché, un dubbio da neofita dovrebbe colpirci tutti: ma se la rete aeroportuale della Sicilia Sud Orientale è formata sì dall’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania, ma anche dall’aeroporto Vincenzo Magliocco di Comiso, controllato dal primo, come mai quando si verifica la chiusura del primo non viene mai utilizzato il secondo? Come mai dal secondo partono solo aerei Aeroitalia e solo per determinate tratte nazionali?

Eppure l’aeroporto è perfettamente funzionante e la sua pista non è tanto diversa da quella di Fontanarossa.

C’è qualcosa che non va e le lamentele dei comisani in particolare e dei ragusani in generale forse sono un tantino fondate.

Va bene boicottare Comiso per rendere più importante Catania, ma quando c’è una normale eruzione di cenere vulcanica, normale, capito? Perché non utilizzare Comiso che si trova ad appena un’ora e quarto da Catania?

I super esperti obietteranno che Comiso si trova in un fosso (manco fosse quello di Reggio Calabria in cui possono atterrare solo i piloti in possesso di speciali competenze), che per atterrare bisogna arrivare dal mare, che l’asfalto della pista non è omogeneo, che la torre di controllo agisce in FM, che le autobotti per il carburante non sono sufficienti e quant’altro.

Ma è proprio questa la domanda: perché Comiso è ridotto così ed è così boicottato?

Non stiamo parlando dell’aeroporto di Catania e di quello degli Iblei come un tutt’uno?

Certo, ci sembra come quando si vende una racchetta da tennis usata e per invogliare l’acquirente ti regalano la custodia: qui oltre a regalare un aeroporto principale bello e ristrutturato, si vuole regalare anche un aeroporto di scorta.

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Esperienza é il nome che gli uomini danno ai loro errori, ed io sono un uomo di grande esperienza.

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