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Cronaca

Villa Bellini: Il cancello distrutto e quella manutenzione che non siamo capaci di fare

C’è un angolo della Villa Bellini che racconta il paradosso di Catania. Se ci si passa davanti, non si può non notarlo: un cancello storico, di quelli che dovrebbero essere il biglietto da visita del nostro giardino più bello, è ridotto a un rottame tenuto in piedi da una struttura di legno provvisoria. E la cosa peggiore è che sta lì , nell’indifferenza generale.
Ma la vera beffa è quello che sta dietro a quelle sbarre. Invece di un prato curato, vi si trova un ammasso di cassonetti nuovi di zecca, messi lì uno accanto l’altro. È assurdo pensare che invece di essere messi in vari punti del perimetro della Villa, decine di contenitori vengano usati come deposito in un angolo nascosto. Sembra quasi che la Villa sia diventata un magazzino a cielo aperto, tra vasi rotti e piante abbandonate a se stesse.
Il contrasto diventa ancora più irritante se pensiamo all’estate. In quei mesi la Villa si trasforma, diventa il palcoscenico dei grandi concerti, si accendono le luci e la città si vanta di ospitare migliaia di turisti e grandi artisti. In quel momento tutto deve sembrare perfetto. Ma spenti i riflettori, cosa resta? Resta l’incuria di un cancello che nessuno ripara e la sensazione che a Catania si preferisca sempre investire in nuove piazze e “abbellimenti” di facciata, piuttosto che prendersi cura di quello che abbiamo già e che fa parte della nostra identità.
Non si può puntare tutto sull’immagine dell’evento dell’anno se poi non si è capaci di fare la manutenzione ordinaria. La Villa Bellini è la storia di Catania, è il posto dove portiamo i figli a giocare e dove andiamo a camminare; vederla trattata con questa sciatteria, come se fosse un cantiere dimenticato, è una ferita che non ci meritiamo. Prima di costruire nuove piazze, forse sarebbe il caso di aggiustare quello che sta cadendo a pezzi sotto i nostri occhi.

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