I media (giornali, TV, radio ieri, social media oggi) ci forniscono una enorme quantità di informazioni momento per momento. La troppa informazione, però, può portare il pubblico a sentirsi ben informato, sostituendo così l’azione concreta con il semplice consumo di notizie.
In questo contesto il pubblico diventa “narcotizzato” ovvero passivo, apatico e disinteressato all’azione sociale o politica. La persona pensa di partecipare alla vita sociale solo perché legge o guarda notizie, ma in realtà non agisce, rimanendo inerte e non accorgendosi di macroscopiche situazioni paradossali che gli passano davanti al naso minuto per minuto, ritenute normali da passare inosservate.
La nostra Città è stata fatto oggetto, negli ultimi anni, di interventi bipartisan rivolti a fare la guerra agli automobilisti per scoraggiare l’utilizzazione del mezzo privato, vuoi in nome dell’ecologia, vuoi in nome del traffico.
Abbiamo già evidenziato diverse volte il paradosso di volere ostacolare l’uso dell’automobile senza potenziare i servizi pubblici urbani di trasporto, oppure che non si può riempire Catania, indiscriminatamente, di stalli blu per costringere l’utente della strada a non recarsi nelle zone più affollate, ovvero ancora di istituire ZTL ed AP per impedirne direttamente il transito.
Ma facendo un attimo caso alla realtà, non alla fantasia, basta fermarsi un attimo su un marciapiedi del Corso Italia, o del Viale Vittorio Veneto, o di Via 6 aprile, o del Viale Mario Rapisardi, stando attenti alle buche o alla spazzatura, e guardarsi attorno per notare una cosa che è davvero tanto incredibile quanto inosservata, sconsiderata, snobbata, ma assolutamente abituale.
Utilizziamo, ormai la maggiorparte di noi, auto a motore termico dotati di dispositivi anti inquinamento, molti utilizzano auto ibride e stanno diventando sempre più diffuse le auto elettriche.
Quindi l’inquinamento non è il vero problema della città, perché se così fosse ci dovremmo accorgere del fatto che mentre il centro viene via via chiuso a tutti, residenti compresi, in esso circolano ogni giorno centinaia di pullman delle varie compagnie di trasporto extra urbano, con continua ed incontrollata emissione di gas di scarico, senza che nessuno si preoccupi di spostare le stazioni in periferia e di collegarle al centro con autobus urbani meno inquinanti.
SAIS, INTERBUS, ETNATRASPORTI, FLIXBUS, AST, FCE, oltre alle autolinee private locali e provenienti da fuori, tagliano con i propri autobus ogni giorno il centro città lasciando dietro di essi fumi, rumore, scorie, ed imballando pesantemente il traffico.
Sarà capitato pure a voi di passare da piazza Alcalà, pardon Piazza Borsellino, per osservare il blocco costante del traffico a causa delle fermate dei pullman che continuamente si susseguono l’uno agli altri.
Vi sarà anche capitato di scorgere una lunga colonna di pullman incolonnati nella corsia preferenziale del Viale Vittorio Veneto per raggiungere l’autostrada. Da una semplice ricerca con l’A.I. emerge che la SAIS ha 50 linee regionali che partono da Catania, l’AST ne ha 120, FLIXBUS 25 e così via.
Quanto ossido di carbonio scaricano ogni giorno su di noi, sui nostri edifici, sui nostri alimenti? Quanti ingorghi causano? Eppure è consentito. Eppure nessuno si scandalizza.

Se poi entriamo con la nostra automobile euro 6 al centro ci multano, anche se trasportiamo dei disabili! Ma fateci il piacere! Si risvegliassero dalla narcosi e cominciassero a ragionare, non ci vuole granchè.
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